I Racconti Dello Stomaco

Il mondo con gli occhi e la fame di un gastronauta

Il Piceno tra borghi, olio e vino

Il Piceno è uno dei territori più ricchi di storia, cultura ed enogastronomia del panorama regionale, qui, borghi dalla tradizione millenaria si alternano ad uliveti e vigne che danno prodotti unici conosciuti in tutto il mondo. Ecco perciò un itinerario per scoprire luoghi, tradizioni, prodotti e ricette di questo angolo di Marche.

Ascoli Piceno

Si parte dal capoluogo, noto per il travertino del suo centro storico, per le torri e per il Carnevale e la rievocazione storica della Quintana. Qui il visitatore può perdersi tra le Rue e le Ruette, le strade e vicoli del centro storico, incantato da scorci che raccontano la millenaria storia della città prima capitale del popolo Piceno e poi importante centro romano e medioevale. Ascoli si raccoglie intorno alle sue famose piazze: la stupenda Piazza del Popolo con il Palazzo dei Capitani, la chiesa di San Francesco e il Caffè Meletti e Piazza Arringo con la Cattedrale di Sant’Emidio e il Palazzo dell’Arengo. Ma sono moltissimi i luoghi ricchi di storia che meritano una visita come il Ponte di Cecco e il Forte Malatesta o la Cartiera Papale.  Ma forse uno dei luoghi più affascinanti si trova fuori dal centro in un posto non facile da trovare. Si tratta della chiesa rupestre di Sant’Emidio alle Grotte, eretta a ridosso di alcune caverne utilizzate come luogo di sepoltura. La leggenda racconta che il santo patrono della città, dopo esser stato decapitato nei pressi di Porta Solestà raggiunse a piedi questo luogo per esservi seppellito. Qui nel 1720 gli ascolani eressero l’attuale tempietto in stile barocco come ex voto per la protezione ricevuta durante le terribili scosse sismiche verificatesi nel 1703 che incredibilmente risparmiarono la città picena. Il luogo oggi è meta di pellegrinaggio ed è custodito dall’Associazione Sant’Emidio nel Mondo che ha sede nell’ex chiesa di Sant’Ilario, proprio di fronte al tempietto. Un altro luogo simbolo per gli ascolani è l’Eremo di San Marco sull’omonimo monte che domina la città. Si tratta di un’altra chiesa rupestre addossata ad una parete scoscesa e raggiungibile con un breve trekking dal borgo di Piagge. Qui la storia cittadina si interseca con vicende templari che arricchiscono di fascino e mistero questo luogo.

Castignano

Al centro di un territorio caratterizzato dai calanchi il borgo di Castignano si erge su un colle alle pendici del Monte dell’Ascensione. Le ripide stradine convergono nella piazza alta da cui si può godere di una splendida vista che spazia a 360 gradi dai Sibillini al mare. È noto anche per il rinvenimento della cosiddetta “Stele di Castignano” una pietra funeraria risalente al VI- VII secolo A.C. che reca impressa la più antica iscrizione in alfabeto italico conosciuta. Il borgo offre poi numerosi scorci caratteristici che nel periodo estivo diventano il palcoscenico per gli eventi del festival Templaria che per alcuni giorni trasporta l’intero paese nel medioevo attraverso spettacoli, cibi, mercati e centinaia di figuranti. Il martedì grasso invece la cittadina festeggia il carnevale storico con la suggestiva Sfilata dei Moccoli. Si tratta di lanternini colorati di carta che vengono portati in processione per il paese al buio creando un’atmosfera magica. Al termine della sfilata i moccoli vengono bruciati in una sorta di falò propiziatorio. Si tratta di un rito antico che deriverebbe dalla Roma papalina in cui la sfilata dei moccoli decretava la fine del carnevale.

Offida

La cittadina, adagiata tra i calanchi e caratterizzata dallo stupendo centro storico racchiuso dalle mura quattrocentesche dominate dai resti della rocca. Il dedalo di strade e vicoli confluisce nella centrale Piazza del Popolo su cui si affaccia il loggiato del Palazzo Comunale all’interno del quale è celato il Teatro Serpente Aureo, realizzato nel 1862 con una classica pianta a “ferro di cavallo” con i suoi 50 palchi divisi in tre ordini. Sulla piazza si trovano anche la settecentesca chiesa Collegiata e la chiesa dell’Addolorata. Proseguendo lungo il corso principale si incontra Palazzo Castellotti Pagnanelli sede dei musei cittadini. Qui merita una visita il museo del Merletto a Tombolo, una lavorazione tradizionale diffusa ad Offida fin dal 1300. Questo particolarissimo metodo di produzione consiste nell’intreccio dei fili fissati con gli spilli ad un supporto morbido (chiamato appunto tombolo).  Arte tutt’ora praticata dalle signore offidane per realizzare straordinarie composizioni tessili. Subito fuori dal centro, in posizione panoramica si erge su uno sperone di roccia, la chiesa di Santa Maria della Rocca. Realizzata nel 1300, inglobando una struttura precedente, il complesso comprende una cripta e la chiesa superiore. Il sito è uno dei capolavori romanico gotici delle Marche e da sempre location privilegiata per i matrimoni. Offida è inoltre una cittadina fortemente legata alla produzione enologica come attestato dallattività di numerosissime aziende vitivinicole e dalla presenza dell’Enoteca Regionale, un luogo in cui si possono degustare i vini della regione, impiegata anche come sede per importanti eventi enogastronomici. Uno dei periodi più suggestivi per visitare il borgo è nei giorni di Carnevale. Quello di Offida infatti è uno dei carnevali storici del Piceno e sicuramente uno dei più sentiti e particolari d’Italia. Per saperne di più clicca qui.

Acquaviva Picena

Il borgo di Acquaviva si staglia sulle prime colline del Piceno a pochi chilometri dal mare Adriatico. Il centro abitato è dominato dall’imponente mole della Rocca eretta nel XIV secolo dalla nobile famiglia degli Acquaviva. La struttura dotata di possenti mura e torrioni racchiude una grande corte oggi impiegata per eventi e mostre. La posizione inoltre ne fa un privilegiato punto panoramico per osservare il territorio circostante dal mare Adriatico all’Appennino fino al Gran Sasso e al Conero.

Ripatransone

Situato su uno sperone di roccia il borgo di Ripatransone è caratterizzato dai resti delle antiche possenti mura che un tempo difendevano questo centro ricco di storia e fascino. Sulla centrale Piazza Condivi si affacciano il Palazzo Vescovile caratterizzato dall’orologio e l’imponente complesso della Cattedrale di San Gregorio Magno e Santa Margherita, mentre l’altro versante è caratterizzato da una serie di edifici molto antichi. Nell’adiacente Piazza Matteotti invece è possibile ammirare un antico loggiato in parte realizzato con archi gotici e in parte con travi in legno decorate. Sul lato opposto invece il settecentesco Palazzo Massi Mauri sembra la prua di una nave rivolta verso la piazza con uno stupendo balconcino in ferro battuto decorato.  Nella parte più alta del borgo invece si trova Piazza XX Settembre attraversata dalla linea del 43° parallelo e qui si affacciano il Palazzo Municipale del XIII secolo e l’imponente Palazzo del Podestà, datato 1304. All’interno di quest’ultimo poi è racchiuso l’ottocentesco Teatro Mercantini. Ripatransone inoltre è nota per un primato assolutamente particolare: tra le sue vie infatti si cela il Vicolo più stretto d’Italia, largo appena 43 centimetri che nel punto più stretto arrivano a soli 38. Un record certificato da uno studio che ne attesta le caratteristiche. Il borgo è infine sede di un affascinante manifestazione che risale a tempi piuttosto remoti. La tradizione del Cavallo di Fuoco infatti si celebra nel paese piceno ogni anno nella prima domenica dopo Pasqua. La sera alle 21 si spengono le luci ed inizia lo spettacolo pirotecnico al quale partecipa in massa tutta la popolazione. Un rituale tra il sacro e il profano molto sentito dall’intera comunità e tra i più particolari della regione. Scopri di più leggendo l’articolo.

Monsampolo del Tronto

Su un colle che sovrasta la vallata del Tronto il piccolo centro abitato di Monsampolo è il tipico paese di origine medioevale con le case addossate le une alle altre e le ripide stradine che risalgono il borgo. È noto per uno straordinario ritrovamento avvenuto nel 2003 durante i lavori di restauro della Cripta della chiesa di Maria SS Assunta. Qui infatti durante degli scavi sono stati rinvenuti 30 corpi umani mummificati risalenti ad un periodo tra 1700 d 1800. Tale fenomeno è avvenuto in maniera naturale grazie alla particolare composizione del suolo che ha mantenuto i corpi ed in particolare gli abiti dando la possibilità agli storici di studiare l’abbigliamento dell’epoca delle classi più povere della popolazione. Sono emersi anche fregi come merletti realizzati al tombolo e gioielli. Oggi gli abiti e alcuni corpi sono conservati nel Museo della Cripta visitabile ogni domenica pomeriggio o su prenotazione contattando il comune.

Prodotti e Ricette:

Oliva Tenera Ascolana DOP

Il prodotto simbolo del Piceno è senza ombra di dubbio l’Oliva Tenera Ascolana che si fregia del marchio DOP sia nella versione in salamoia che nella famosa oliva ripiena e fritta. Questa varietà, tipica del territorio intorno ad Ascoli Piceno è caratterizzata da un frutto di forma tonda e dalla consistenza carnosa. Il consumo avviene dopo un trattamento a base di soda per eliminare la componente amara e una successiva permanenza di qualche settimana in una salamoia aromatizzata con finocchio selvatico. Nel metodo “al naturale” invece viene escluso il passaggio nella soda e si procede con la semplice salamoia nella quale le olive devono permanere almeno per 10 mesi. Dopo queste lavorazioni la tenera Ascolana è pronta o per il consumo diretto oppure per essere trasformata in Oliva Fritta. In questo secondo caso la ricetta prevede una lavorazione particolare che inizia con un taglio a spirale dell’oliva per privarla del nocciolo e successivamente una farcitura a base di carni suine e bovine, uova, parmigiano, vino e altri aromi. A questo punto viene prima passata nella farina, poi nell’uovo e infine nel pan grattato prima di essere fritta in olio abbondante.

Vino

Il Piceno è patria di grandi vini, ad iniziare dal Rosso Piceno Superiore DOC uno dei prodotti enologici simbolo della Regione. Si ottiene con un uvaggio che prevede l’uso di Montepulciano e Sangiovese con una piccola percentuale di altri vitigni a bacca rossa. Il risultato è un vino corposo che si abbina perfettamente alle carni rosse e alla selvaggina. Altro vitigno che si è imposto negli ultimi anni è il Pecorino. Un’uva di montagna (le barbatelle sono state recuperate nella zona di Arquata del Tronto) che garantisce struttura acida e sapidità che conferiscono al vino eleganza e longevità e possibilità di abbinamenti che spazia dal pesce alle carni bianche. Il suo alterego è la Passerina, un’uva che produce vini freschi e morbidi, adatti alla spumantizzazione. Prodotti che si abbinano perfettamente ad un aperitivo o al pesce. A fianco a questi vini fortemente territoriali le cantine del piceno si sono affermate sul mercato con eccellenti prodotti a marchio IGT a testimonianza della vocazione del territorio per la viticoltura.

Olio Extravergine d’Oliva

Altro prodotto simbolo del piceno è caratterizzato da una grande varietà di cultivar presenti sul territorio. Oltre alla ben nota Oliva Tenera Ascolana, da cui si ottiene un olio certificato con la DOP. Nella zona infatti si coltivano molte altre varietà come Leccino, Frantoio, Carboncella e Pianone di Falerone. Ognuno con caratteristiche organolettiche ben delineate. Per saperne di più sull’olio extravergine di oliva leggi l’approfondimento.

Anice Verde di Castignano

Questo prodotto viene coltivato nell’area intorno al comune piceno fin dalla metà dell’800 e veniva impiegato per la produzione della tradizionale Anisetta per poi rischiare la scomparsa nel secondo dopoguerra a causa dell’arrivo di prodotti d’importazione a costi più bassi. Fortunatamente alcuni agricoltori locali hanno mantenuto in vita la produzione e da alcuni anni nella zona è rinata anche una filiera per la trasformazione, principalmente in prodotti distillati e liquori.

Dove Dormire:

Agriturismo alla Solagna – Colli del Tronto: un’oasi di pace nelle campagne di Colli del Tronto. Situata a breve distanza sia dal mare che da Ascoli è il punto di partenza perfetto per visitare la zona. La struttura, realizzata di recente, è gestita da Elisa ed Enrico, una giovanissima coppia che ha deciso di prendere in mano l’attività agricola della famiglia di lei e ammodernarla includendo l’ospitalità e la ristorazione. Soggiornare qui è rigenerante, le camere sono confortevoli e al mattino si viene accolti dalla ricca colazione a base di prodotti dell’azienda e altre eccellenze locali. La piscina, affacciata sui monti del Piceno, è una coccola speciale per chi sceglie questo luogo per un soggiorno.

Dove Mangiare

Agriturismo alla Solagna – Colli del Tronto: l’agriturismo propone una cucina tipicamente del territorio con un sapiente utilizzo dei prodotti aziendali. Ricette semplici proposte con cura e abbinamenti che raccontano la vera cucina del Piceno.

Locanda Centimetro Zero – Pagliare del Tronto: non un semplice ristorante ma un progetto di inclusione e creatività. Si tratta infatti di una locanda sociale che coinvolge ragazzi con disabilità in attività di ristorazione, autoproduzione e recupero creativo. Dai cibi ai mobili tutto è realizzato internamente o proviene da cooperative sociali del territorio. Mangiare qui è una vera esperienza, sia per la qualità dei cibi proposti sia per l’allegria contagiosa dei ragazzi che lavorano a questa iniziativa.

Agriturismo il Gigante – Appignano del Tronto: in posizione panoramica questa struttura offre piatti tradizionali e porzioni abbondanti. Un vero paradiso per chi ama la cucina di una volta. Particolarmente interessanti i formaggi prodotti nel caseificio dell’azienda che fa anche parte dell’associazione dei casari agricoli d’Italia.

Dove Acquistare

Agriturismo La Zucchera – Castignano: la zucchera è una piccola azienda a conduzione familiare nei pressi di Castignano. Il suo fiore all’occhiello è la produzione olearia di alta qualità. Nei terreni aziendali si coltivano varietà tipiche della zona come l’Oliva Tenera Ascolana da cui si estrae olio nel moderno frantoio aziendale. Qui è possibile anche soggiornare in comodi appartamenti ricavati nel fabbricato principale dell’azienda.

Vigneti Vallorani –  Colli del Tronto: una cantina che punta tutto sulla qualità dei propri vini attraverso un lavoro attento che inizia fin dalla vigna. Una tradizione che la famiglia porta avanti da oltre un secolo con la convinzione che un buon vino nasca da un ambiente sano. Da qui la scelta di coltivare i propri terreni con il metodo biologico. Da questa attenzione nascono vini che raccontano il territorio come il Falerio DOC, una denominazione storica che, mentre altre realtà hanno deciso di abbandonare, la famiglia Vallorani ha scelto di valorizzare con la convinzione che la tradizione conti più del marketing.

Agridistilleria Ngricca – Spinetoli: l’azienda nasce dall’impegno di Luca de Cesaris, un passato da chef e tanta passione per il territorio. La ricerca che metteva nei suoi piatti ora la ritroviamo nei liquori e distillati che raccontano questi luoghi con profumi e sapori frutto di un’attenta selezione. Nasce così il Gin con le bacche di ginepro dei Monti Gemelli o l’Amaro Biondo a base di arancio biondo del piceno. Prodotti di altissima qualità che valorizzano le eccellenze locali.

Cooperativa Case Rosse – Ascoli Piceno: la Cooperativa si occupa della coltivazione e trasformazione delle olive di varietà tenera ascolana. Nel laboratorio aziendale vengono prodotte le olive in salamoia, le storiche olive al naturale e ovviamente le famose olive ripiene da friggere. Insieme a queste l’azienda realizza un olio monovarietale di Ascolana Tenera e altri prodotti come cremini da friggere, sughi pronti e molto altro che viene commercializzato nel punto vendita aziendale o che può essere gustato nell’adiacente agriturismo.

Cantina Quintì – Rotella: l’azienda produce, con metodo biologico, esclusivamente vino Falerio Pecorino nei sui vigneti a circa 500 metri sul livello del mare alle pendici del Monte dell’Ascensione. L’altitudine e il terreno argilloso donano a questo vino sapidità e profumi e una struttura che ne garantisce longevità. Un vino che racconta alla perfezione un territorio affascinante e al tempo stesso difficile.

Cantina Villa Pigna – Offida: l’azienda, fondata da Costantino Rozzi, indimenticato imprenditore e presidente dell’Ascoli Calcio, è gestita oggi dalla figlia Anna Maria Costanza con la stessa passione trasmessa dal padre innamorato di questi territori e dei vini di eccellenza. Il prodotto simbolo è ovviamente il Rosso Piceno Superiore DOC, declinato in due varianti: il Rozzano fortemente ancorato alla tradizione e il Vellutato più delicato e morbido con una piccola percentuale di Cabernet Sauvignon. Oltre ai rossi l’azienda realizza un brut a base di Passerina e il proprio olio.