La zona delle Colline del Prosecco è da tempo entrata a far parte del Patrimonio dell’Umanità dell’UNESCO. Si tratta di un territorio che, oltre al vino, ha molto altro da offrire ed è un ottimo punto di partenza per raggiungere le prime vette delle Prealpi e le zone che hanno segnato la storia del Novecento Italiano. Questa terra infatti racconta le vicende della Grande Guerra, quando, dopo la disfatta di Caporetto, la Linea del Piave salvò l’Italia, o anche fatti più recenti come il disastro del Vajont. Ecco perciò qualche suggerimento di viaggio in cui ovviamente non mancheranno tanti riferimenti alla ricca enogastronomia locale.
Si parte proprio dalle colline del Prosecco, dove i vigneti sfruttano ogni fazzoletto di terra utilizzabile, arrivando a pendenze decisamente ardite e creando un panorama unico nel suo genere. Pendii che sembrano “pettinati dai filari” e piccoli borghi che sbucano in cima con i loro campanili sottili protesi verso il cielo, a dare ulteriore slancio verticale alla veduta. Ammirando un territorio del genere, la sete, prima o poi, arriva. Il consiglio è di non fermarsi nelle aziende più grandi e famose, ma di addentrarsi nei borghi alla ricerca delle aziende più piccole e con produzioni di nicchia. Poiché è vero che qui siamo nelle terre del Prosecco, ma dietro questa denominazione si cela una galassia di vini. Infatti, esistono molteplici varianti a partire dal Prosecco “Tranquillo”, ovvero fermo, per passare al frizzante e finire al più noto spumante, che a sua volta può presentarsi in versione “nature” senza zuccheri aggiunti, extra brut, brut, extra dry, dry, demi sec e rosé. Le versioni tranquillo e frizzante sono quelle più tradizionali, mentre gli spumanti sono apparsi in zona solo negli anni ’50 con l’arrivo dell’industrializzazione e delle prime autoclavi (serbatoi a pressione che durante la fermentazione non consentono all’anidride carbonica prodotta di liberarsi nell’aria, ma la incorporano nel vino). Il vitigno di partenza, invece, è sempre lo stesso: la Glera, con la possibilità di aggiungere piccole percentuali di verdiso, chardonnay, pinot bianco, grigio e nero. Il consiglio perciò è di non fermarsi alla semplice richiesta di un Prosecco, ma di approfondire la conoscenza di questo straordinario prodotto.
La zona non offre solo spunti “enologici”, ma l’intero territorio è disseminato di borghi ricchi di storia, come nel caso del paese di Follina, non a caso inserito tra i Borghi più Belli d’Italia. Il piccolo centro abitato è stretto intorno alla mole dell’abbazia cistercense di Santa Maria di Follina, fondata intorno al 1100. Essa si presenta con la sua architettura gotico-cistercense e la solenne chiesa a tre navate affiancata dal grazioso chiostro. L’edificio fu eretto in questo luogo per la presenza dell’importante sorgente carsica di Santa Scolastica, che oltre a garantire l’approvvigionamento idrico consentiva il funzionamento dei mulini, tanto che proprio a ridosso della fonte, nella prima metà dell’Ottocento, sorse il lanificio Andretta. Un grande opificio che oggi ospita la sede comunale, la biblioteca e una casa di riposo.
A pochissimi chilometri da Follina, un altro borgo segnalato tra i più belli d’Italia merita una visita. Si tratta di Cison Valmarino, un piccolo centro abitato noto per la sua “Via dell’Acqua“, un facile trekking che, partendo dal centro del paese, segue il percorso del torrente e raggiunge gli antichi mulini che sorgevano lungo il corso del fiume. La passeggiata è piacevole, all’ombra e accompagnata dal rilassante rumore dell’acqua. Nel bosco si trovano anche delle installazioni realizzate dagli alunni delle scuole locali, che rendono il trekking ancora più adatto alle famiglie con bambini. Il sentiero termina al Bosco delle Penne Mozze, un memoriale dedicato agli Alpini caduti in tutte le guerre. Al di sopra del borgo si erge poi l’imponente Castel Brando, un’antica fortificazione di epoca medievale trasformata poi in palazzo signorile dai Conti Brandolini, che tra il 1500 e il 1800 lo modificarono nello stile delle ville venete. Caduto in rovina, venne acquistato nel 1997 da un imprenditore locale che, dopo un lungo restauro, lo ha trasformato in un lussuoso hotel con ristorante.
Un altro luogo da non perdere nella zona del Prosecco è lo splendido Molinetto della Croda nel territorio di Refrontolo. Si tratta di uno degli esempi meglio conservati di architettura rurale del 1600. Il termine “Croda” deriva dalla roccia su cui è costruito, nel punto in cui il torrente Lierza crea una cascata di una quindicina di metri. Il mulino, azionato dalla forza dell’acqua, è stato ampliato negli anni, resistendo alle piene e ai bombardamenti, per arrendersi solo all’avvento dell’industrializzazione. Abbandonato negli anni ’50, è stato acquistato dal comune di Refrontolo negli anni ’90 e trasformato in un museo dopo un attento restauro. Oggi il mulino è uno spaccato di vita contadina della prima metà del ‘900 e conserva al suo interno mobili e suppellettili dell’epoca perfettamente conservati. Anche la macina è stata recuperata e viene attivata durante manifestazioni ed eventi.
Il Prosecco è anche un ottimo punto di partenza per esplorare le vicine Prealpi e percorrere sentieri panoramici e ricchi di storia. I luoghi della Grande Guerra e siti che si intrecciano con la storia, purtroppo in modo estremamente tragico, come nel caso del Vajont. Visitare i luoghi del disastro del 9 ottobre 1963 colpisce ancora profondamente. Non racconto qui gli eventi accaduti, ma consiglio a tutti di guardare “Il Racconto del Vajont” di Marco Paolini, disponibile su YouTube, uno spettacolo teatrale che rende la realtà dei fatti molto meglio di un film o di un documentario. La visita guidata al Vajont (prenotabile sul sito del Parco delle Dolomiti Friulane) parte dalla diga, quella che doveva essere il vanto dell’ingegneria italiana dell’epoca e che invece si è trasformata nella più grande lapide funeraria del mondo. Ma il consiglio è di non fermarsi qui, ma di intraprendere la visita guidata più lunga (circa 3 ore) che oltre allo sbarramento prosegue in un luogo sconvolgente: il Bosco Vecchio. Il sentiero s’inerpica alle falde del Monte Toc, proprio sopra la grande frana. Qui anche il terreno testimonia la violenza di quanto accaduto. Il fondo è estremamente irregolare, a onde, con un continuo saliscendi, ma la cosa che colpisce di più sono gli alberi. Il Bosco Vecchio, infatti, è un’ampia porzione di superficie boschiva che prima della frana si trovava circa 400 metri più a monte e che, in pochi secondi, è scivolato a una velocità di circa 100 chilometri orari. Gli alberi sono inclinati, contorti, in posizione innaturale, divelti e spezzati dalla furia degli eventi. In alcuni casi, però, questi testimoni sono sopravvissuti e continuano la loro vita; seppur in posizioni innaturali, sono incredibili segnali di resilienza della natura.
Altro luogo dove “si è fatta la storia” è il massiccio del Grappa, una montagna che, oltre alla bellezza dei luoghi e dei panorami, racconta gli eventi tragici della Prima Guerra Mondiale. Qui si possono fare escursioni per raggingere le vecchie trincee o le postazioni di artiglieria posizionate in luoghi che sembrano impossibili da raggiungere ma che offrono straordinari panorami sulla pianura del Piave fino a scorgere Venezia nelle giornate più limpide. Particolarmente emozionante è poi la visita al Sacrario Militare in cui riposano le spoglia di migliaia di caduti italiani e dell’esercito austro-ungarico.
Il grappa però è anche uno scrigno di tesori della gastronomia. Nelle sue malghe infatti si producono straordinari formaggi. Qui si può gustare il famoso Bastardo del Grappa, un formaggio a pasta semidura stagionato per almeno 20 giorni prima della messa in commercio. Oppure il Morlacco, un formaggio morbido e fresco realizzato anticamente dai pastori provenienti dai paesi balcanici. Oggi il Presidio Slow Food tutela quest’eccellenza che viene prodotta esclusivamente da maggio a ottobre con il latte di alpeggio.
Dove dormire:
B&B Casa Roby – Follina: un appartamento in una tranquilla zona residenziale di Follina, a pochi passi dal centro, recentemente ristrutturato e con un bellissimo giardino in cui poter cenare. L’accoglienza di Roberta e suo marito è genuina e ci si sente subito a casa.
Dove Mangiare:
Ristorante Solo Mattia – Cison Valmarino: una trattoria tipica situata proprio alla fine del sentiero della Via dell’Acqua, nei pressi del Bosco delle Penne Mozze. Propone piatti semplici con i prodotti della zona, in particolare ottime pietanze a base di carne.
Pizzeria La Fucina – Cison Valmarino: una buona pizzeria con possibilità di scegliere tra diversi impasti e una ricca serie di condimenti con ingredienti di qualità. La particolarità è che il locale è situato all’interno di Castel Brando. Oltre alla cena quindi è possibile passegiare lungo le mura panoramiche e godersi lo spettacolo di questa dimora storica.
Dove Fare Acquisti:
Azienda Agricola Sant’Antoni – Valdobbiadene: una piccola cantina a conduzione familiare nel cuore del Prosecco. L’azienda produce vini di altà qualità su terreni non facili ma che, proprio per la loro collocazione collinare, conferiscono ai vini carattere e profumi eccellenti. Ottimo il rapporto qualità prezzo.
Azienda Agricola Col Parè – Arfanta: una cantina fuori dai classici schemi del prosecco. Qui infatti oltre alle produzioni più classiche a base di uve glera la cantina propone piccole produzioni con vitigni altamente resistenti che quindi necessitano di pochi trattamenti. Una svolta verso la sostenibilità che sta dando ottimi risultati con due vitigni nati da incroci: il Solaris (incrocio Merzling e 6493GM) e il Muscaris (incrocio Moscato Giallo e Traminer).
Malga Bocchette – Monte Grappa: immersa nei pascoli del Grappa questa malga offre l’opportunità di acquistare i formaggi tipici della zona come il Bastardo e il raro Morlacco. Inoltre quim è possibile fare merende e pranzi con pane e salumi tipici, formaggi e ricotta.
Azienda Agricola San Martino – Erto: lungo la strada che conduce verso Cimolais questa piccola azienda offre formaggi a latte crudo vaccino e caprino e, nella piccola rivendita una selezione di prodotti locali di alta qualità della zona.